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Il Corriere Apuano
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Taccuino meteo
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri, Giovan Battista Mazzoni - www.nimbus.it - www.meteoapuane.it
 

Inverno o autunno?



La stagione, pensiero di questi giorni, si è persa, smarrita in mezzo a questa “palude della tristezza”, per dirla con Michael Ende e la sua “Storia Infinita”? Beh, hanno una certa potenza evocativa il cielo sempre chiuso e basso, oscuro, la continua umidità e le piogge che, dopo una pausa provvidenziale di una decina di giorni, sono riprese senza vergogna alcuna, non paghe di un anno fra i più piovosi mai visti! D’altra parte, basta guardare la colonna dello stato del cielo: invariabilmente C come coperto, otto giorni consecutivi, poiché la cupa sequenza ha avuto inizio martedì 4. Durante tale grigio periodo, il sole si è limitato a brevi saluti nella mattinata di domenica 9 e a qualche occhiata impaurita nelle ore centrali di martedì 11. Strati, nembostrati e stratocumuli l’hanno fatta da padrone. E con loro, attenuatosi il freddo un po’ più crudo dei giorni 4 e 5, ha dominato pure il rialzo termico dovuto alle correnti sciroccali. I pluviometri si sono rimessi al lavoro e hanno raccolto nei gg 6, 7-8 e 10-11 fino a 100-150 mm nelle valli e ben oltre 200 sui rilievi apuani. Il vento da SE, quando riesce ad arrivare quassù e a prendere il posto del libeccio come vento marino, è sempre più lento del suo ‘collega’ a recare l’alito temperato nei bassi strati, ma ha tutte le caratteristiche di vento tiepido: è un invasore silenzioso rispetto al libeccio, quest’ultimo più irruento e rafficoso e perciò avente qualche somiglianza con i venti freddi. Lo scirocco ha inoltre maggiore difficoltà a raggiungere le valli del versante emiliano occidentale, dell’Oltrepo Pavese e del basso Piemonte, ben più facilmente visitate e intiepidite dal libeccio, che vi si presenta come vento favonico di caduta. Lo scorrere dell’aria tiepida in quota e il permanere di ‘pacchi’ di aria fredda nelle valli determina il temuto fenomeno del gelicidio o pioggia congelantesi, comunemente detto “vetroghiaccio”. Nel giro di un mese, le condizioni per il gelicidio nella fascia compresa tra l’entroterra ligure d’oltregiogo a W e le valli appenniniche della provincia di Modena a E si sono avute ben tre volte, con disagi e danni, soprattutto nell’ultimo evento del 6-7 gennaio.


Previsioni valide dal 14 al 18 gennaio



L’inverno si è preso una pausa. L’alta pressione delle Azzorre estende la propria influenza verso il Mediterraneo e l’Italia, deviando temporaneamente le perturbazioni a nord delle Alpi. Tuttavia, i massimi di pressione sono previsti sul mare, e ciò potrebbe determinare, ancora una volta, un afflusso di aria umida da SW. Pertanto, dopo un poco di sole nella giornata di giovedì 13, già da venerdì 14 il cielo potrebbe ricoprirsi di nubi basse stratiformi recanti eventuale, debole pioviggine. Se il cielo si coprirà subito dopo la brinata notturna, si avrà una giornata di moderato freddo umido ristagnante, con massime non oltre i 6-7°C e venti deboli o assenti. Sabato 15, si prospetta giornata grigia autunnale. Possibili occasionali pioviggini. Venti deboli o assenti. Minime fra 4 e 7°C, massime fra 7 e 10°C. Zero termico a quasi 3000 metri per la presenza di aria molto mite in quota.

Stesso tempo noioso è atteso domenica 16, anche se c’è la speranza di qualche timida schiarita con occhiate di sole. Ancora aria mite ed umida e vento per lo più calmo.

Tra lunedì 17 e martedì 18, potrebbe iniziare un cambio di circolazione con il passaggio di una moderata e veloce perturbazione nord-atlantica seguita da aria più fredda. Si ritiene probabile qualche pioggia nella serata di lunedì e, a seguire, venti settentrionali che porteranno schiarite ma anche un primo calo termico. Nei giorni successivi, si vedrà se l’inverno è intenzionato a rimettersi a fare il proprio mestiere a causa dell’espansione dell’Anticiclone Russo verso l’Europa e le Alpi. Seguite gli aggiornamenti sui siti www.nimbus.it e www.meteoapuane.it.

 

 


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